Casa vacanze San Gimignano (Siena): appartamento e camereCasa vacanze San Gimignano (Siena): appartamento e camere
. Appartamento, affittacamere a San Gimignano (Siena)

.San Gimignano - la storia

Il primo insediamento sul colle dell'attuale città di San Gimignano, fu quasi certamente etrusco. Numerosi reperti e persino delle tombe, sono stati recuperati ma anche qualche parola del linguaggio volgare indica ancora una derivazione etrusca, specie per quanto riguarda toponomastica: Capassi (da "cape" o aska" = recipienti), Cellole (Cel, da Sole e madre di Celsclan o Cela = cella). Con il tramonto della potenza etrusca, si insediò su questo colle un forte romano che sembra abbia poi preso il nome Silvia, Castello della Selva. E la presenza di vaste foresteche abbondavano nella zona deve anche avere ispirato i molti nomi ad essa relativa: via di Quercecchio, via del Prunello, ecc. Solo assai più tardi il borgo prese il nome di Santo Gemignano, dal nome del Vescoco di Modena (morto nel 387) il quale, secondo la leggenda, avrebbe liberato i sangimignanesi dalle scorrerie dei barbari. Ed è certamente leggenda che nell'attuale palazzo Torre dei Pesciolini avrebbe posto dimora Desiderio, re dei Longobardi e che addirittura vi avesse sostato Carlo Magno. D'altronde, i nome di Cortennano, Pancole, Caggio, via Bonda (limite, confine) indicano un retaggio longobardo, come alcuni nomi di derivazione longobarda nei contratti di matrimonio (antefato), nelle doti (guardia) e nella stipula dei matrimoni stessi (mogliazzi), rintracciati negli archivi cittadini.
Ma il primo vero ricordo scritto di San Gimignano appare in un atto del 929 in cui il marchese Ugo dona delle terre Abelardo, Vescovo di Volterra, sotto la cui diocesi San Gimignano rimase sino al 1782, anno in cui fu aggregata alla diocesi di Colle di Val d'Elsa. E il vescovo volterrano ebbe anche a San Gimignano il suo Castello fortezza, chiamato oggi "La Rocca".
La prima cerchi di mura di San Gimignano, include l'arco dei Becci e Cugnanesi e della Cancelleria, risale al XII secolo e circondava la primitiva collina detta di Montestaffoli per una lunghezza di 1100 metri. Fu all'interno di questa cerchia. Fu all'interno di questa cerchia proteggente l'abitato, che vennero ad inurbarsi i signori del contado sentendosi così assai più sicuri dalle scorrerie che sempre hanno devastato la penisola.
La seconda cinta di mura di San Gimignano, costruita intorno al XIV secolo, fu necessaria proprio per la crescita della popolazione e l'afflusso di questa dalle campagne. Ben presto il comune si sovrappose all'autorità del Vescovo e San Gimignano diviene, specialmente fra il IV e il V secolo, una fiorente cittadini ricca di ospedali, palazzi, torri chiese e monasteri. La fazione predominante è quella Guelfa ed a questa si rivolge Dante Alighieri in una sua nota allocuzione nella maggiore sala del Consiglio del Comune, l'8 Maggio del 1300 in qualità di ambasciatore fiorentino.
La crescita ed il fiorente sviluppo di San Gimignano furono dati in particolar modo ad una strada. Per assicurarsi un sicuro collegamento fra i possedimenti settentrionali e quelli centrali, già i Longobardi avevano rafforzato una via detta poi Francigena o Via Romea che d'Oltralpe portava i pellegrini a Roma specialmente durante gli anni santi, dopo quello famso del 1300. La via attraversava San Gimignano ed ai suoi margini sorsero taverne, ricoveri, ospedaletti e le "Magioni" dei Cavalieri del Tempio di Gerusalemme ("Templari") e dei Cavalieri di Malta. Crebbe così il commercio, sorsero chiese e monasteri che portarono ricchezza se non la pace visto che i sangimignanesi furono un popolo alquanto e sempre turbolento.
La decadenza ha specialmente inizio con l'occupazione del territorio e della stessa città di Siena (1555) da parte degli spagnoli di Carlo V e delle milizie medicee di Cosimo I il quale, signore ormai della toscana, proibì con un editto addirittura qualsiasi spesa sacra o profana intenta ad accrescere la cittadina di San Gimignano (1563). Se ciò naturalmente fu fonte di miseria e di stenti , fu anche un mezzo per salvare dal piccone le antiche case, le torri, o trasformare con gusto barocco le medievali chiese dell'antico borgo, quella stasi che oggi rende famoso nel mondo San Gimignano dalle belle Torri.

Citazione di
Piero Torriti
Soprintendente ai beni Artistici e Storici per le Province di Siena e Grosseto