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. Appartamento, affittacamere a San Gimignano (Siena) |
.San Gimignano - Museo Civico
Due rampe di scale e un ballatoio, originali del 1323, conducono al Museo.
Sala di Dante La prima Sala, al 2° piano, è detta Sala di Dante perché qui, parlò l'8 maggio 1300, l'Alighieri, salito sotto le torri per rinfocolare l'ideale guelfo. La parete di faccia alle finestre, è occupata da un grande affresco di Lippo Memmi, senese. L'opera, firmata e datata 1317, rappresenta la Madonna in trono e fu ordinata dal Podestà dell'epoca.Nello dei Tolomei, anch'egli senese, che si fece ritrarre in devoto atteggiamento ai piedi della Vergine, ben distinto dagli altri ventisette personaggi. La dovizia degli ori profusamente sparsi, l'armoniosa composizione dei colori, la religiosa eleganza delle figure, la ieratica solennità della sacra assemblea, hanno acquisito per questa pittura, come per quella più famosa di Simone Martini nel Palazzo Comunale di Siena, la denominazione di Maestà. L'affresco fu parzialmente ritoccato dal Gozzoli, nel 1416, in occasione della apertura delle due porte in stile rinascimentale, con il rifacimento totale di S. Francesco e di S. Ludovico a destra e di S. Antonio a sinistra. Nella parete di fondo e d'intorno, scene di caccia, tornei, e atto di omaggio a Carlo ll d'Angiò, dipinti nel 1292 da Azzo da Siena. Dante vide queste pitture. Sopra il posto occupato dal Podestà si legge una significativa iscrizione: Priposto odi benigno ciascun che propone rispondi gratioso e fa ragione. Dalla sala di Dante, si passa per la porta di sinistra, nella sala delle adunanze segrete o dei Priori. Da notare i pancali in legno, scolpiti nel 1473, e dentro un'urna di vetro, S. Bartolo, opera di Giovanni Gonnelli, detto il cieco di Gambassi (XVI° sec). Da questa saletta si passa nell'altra, dove sono conservati pregiati vasi di terra cotta, già in uso presso la farmacia dell'Ospedale di S. Fina. Cappella del Podestà Usciti dalla Sala di Dante e salita una rampa di scale, a sinistra, troviamo la cappella del Podestà dedicata alla SS. Trinità. ' Da sinistra entrando: . Madonna col Bambino e figure di Santi, del sangimignanese Domenico Mainardi (seconda metà del 1400). . Pietà, affresco staccato, della scuola di Benozzo Gozzoli. . Crocifisso con S. Francesco e S. Girolamo, affresco staccato, attribuito alla scuola di Benozzo Gozzoli. . Madonna col Bambino, coi santi Giusto e Tommaso. L'opera, datata 1476, è del pittore Pier Francesco, detto «prete fiorentino». . SS. Trinità, dello stesso. . Madonna col Bambino, S. Bartolomeo, S. Antonio, ancora di Pier Francesco. L'opera è datata 1490. Pinacoteca Sala la Da destra entrando: . Crocifisso con storie della Passione, del fiorentino Coppo di Marcovaldo. L'esecuzione dell'opera ci riporta alla battaglia di Montaperti (settembre 1260) cui prese parte il pittore. Fatto prigioniero dai senesi riebbe la libertà pagandola con la celebre Madonna della Basilica dei Servi a Siena, e con questa Crocefissione. «La tragica veemenza della ispirazione di questo grandissimo pittore contemporaneo di Cimabue si rivela nel netto, vigorosissimo disegno e nei forti contrasti tra luci e ombre, tali da suscitare effetti di intensa plasticità» (E. Carli). . Madonna col Bambino, S. Gregorio, S.G. Battista, S. Francesco, S. Fina, di Domenico di Michelino, pittore fiorentino vissuto dal 1417 al 1491. . Madonna col Bambino, S.G. Battista, S. Maria Maddalena, S. Agostino, S. Marta, di Benozzo Gozzoli. Opera firmata e datata 1466. . Madonna col Bambino, S. Girolamo e S. Bernardo; nella predella, Natività della Vergine, di Bartolomeo di Giovanni (1502). . Madonna col Bambino, S. Andrea, S. Prospero; nella predella, Pietà di Benozzo Gozzoli (1466). . Madonna col Bambino, S. Giovanni, un Angelo, di Sebastiano Mainardi, primi del 1500. Vergine Annunziata e Angelo annunziante, due tondi di Filippino Lippi. L'opera fu commessa al pittore (figlio di fra Filippo Lippi e discepolo del Botticelli) il 9 gennaio 1482. . Madonna in gloria, S. Gregorio, S. Benedetto, di Bernardo di Betto, detto il Pinturicchio (1512). Il soprannome gli viene dall'essere stato uomo di scarse qualità fisiche «un pinturicchio, sordicchio e brutticchio». La tavola fu dipinta per il monastero di Monteoliveto Minore (bellissimo complesso di edifici sacri, nei pressi di San Gimignano che merita la visita). . Madonna col Bambino, due angeli adoranti, di Bartolomeo di Giovanni, fine del 1400. . Madonna col Bambino, S. Nicola da Tolentino, S. Michele arcangelo, S. Agostino, S. Lucia, di Vincenzo Tamagni, sangimignanese (prima metà del 1500). . Pietà e fatti della passione, bottega di Neri di Bicci, sec. XV°. Madonna col Bambino, di Neri di Bicci. . Crocefissione, con figure, ignoto senese, fine del sec. Xlll°. SALA lla . S. Giuliano, S. Antonio Abate, S. Martino, di ignoto pittore fiorentino (1419). . S. Bartolomeo e storie della sua vita (1401) di Lorenzo di Niccolò Gerini. . Storie di S. Fina, dello stesso autore. Si tratta degli sportelli dell'urna entro la quale furono conservate le reliquie della Santa sangimignanese fino alla costruzione della Cappella, nel Duomo. L'opera, piacevole a vedersi, è di facile lettura e racconta gli episodi popolarmente più noti della vita della Santa delle viole e ne costituisce il più completo repertorio iconografico. Lato anteriore: Papa Gregorio Magno, S. Fina con le viole e la città nelle mani. Nello sportello di destra: in alto: . la madre assiste la figlia ammalata e un parente cerca di scacciare i topi che infestano il duro giaciglio. In basso: il diavolo getta per le scale la madre che però rimane incolume. Nello sportello di sinistra: processione alla casa della santa la quale, ormai morta, riposa nel suo letto di tavola di quercia fiorito miracolosamente di viole gialle. In basso: corteo funebre e guarigione della mano paralizzata della fedele nutrice Beldia. A tergo: altri quattro miracoli della santa: . guarigione di un indemoniato (il diavolo gli esce di bocca) . salvataggio di un muratore caduto dal tetto . salvataggio di un naufragio in mare . estinzione di un incendio scoppiato in città contro il quale si innalza una veste della santa. . Vergine Annunziata, di autore ignoto, primi del XV° sec. . Madonna col Bambino di Lorenzo di Niccolò Gerini. . Immagine sacra, Pseudo Ambrogio di Baldese, pittore fiorentino dei primi del XV° sec. . Immagine sacra, di ignoto pittore fiorentino del XV° sec. . Immagine sacra, di ignoto pittore senese del sec. XV°. Terza Sala . Croce dipinta e sagomata di ignoto artista fiorentino, prima metà del XV° sec. . Madonna col Bambino e figure di santi, di Guido da Siena. La tavola fu portata da Siena a San Gimignano nel 1280, l'anno in cui fu costruito il Convento di S. Agostino. . Teste femminili, frammento di affresco di Bartolo di Fre-di, metà del 1300. . Madonna col Bambino, di Vincenzo Tamagni. . Madonna col Bambino, di ignoto artista senese, del XIII° sec. . Il Vescovo San Gimignano e storie della sua vita, di Taddeo di Bartolo (1363-1422). . Cassone per conservare la dote nunziale, del 1400. . Assunta, con S. Giovanni Evangelista, S. Bernardo, S. Caterina d'Alessandria, S. Bartolomeo, di Niccolò Ta-gliacci, pittore senese della prima metà del 1300. . Madonna con Bambino, S. Pietro, S. Giovanni Evangelista, S. Michele, S. Francesco, S. Chiara, di autore ignoto. . Crocifissione e varie figure, di ignoto senese, fine del 1200. Camera del Podestà All'uscita dalla pinacoteca, sul pianerottolo delle scale, si apre la Camera del Podestà. Costruita ai primi del 1300, fu affrescata dal pittore Azzo con scene di soggetto erotico. Chi vuole, salga fino in cima alla Torre Grossa, per ammirare il più bel panorama della campagna toscana. |