Casa vacanze San Gimignano (Siena): appartamento e camereCasa vacanze San Gimignano (Siena): appartamento e camere
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.San Gimignano - le mura

Rappresentano un bel pezzo vivo San Gimignano, non sono un'aggiunta. Senza le mura, la città non sarebbe stata e non sarebbe San Gimignano. Tutto il castello, palazzi, chiese, torri, fu pensato e realizzato a misura dell'uomo di una determinata civiltà, e le mura sono misurate sulla città, in un senso che non è solo topografico. Rivelano le contraddizioni dell'animo medioevale, chiuso e ospitale, spavaldo e timoroso. Timoroso dei nemici, degli sconosciuti, della notte, dei tradimenti. Proteggono tutta la città, danno l'esperienza dell'altra famiglia, più ampia della stretta parentela, quella della comunità, degli interessi e degli ideali comuni, mai smentiti nemmeno nelle lotte fratricide. Le mura sono e fanno l'unità e la indipendenza, proteggono le glorie e le tradizioni locali, dove ogni uomo tramanda sé stesso come persona e come popolo. Un documento del 30 Dicembre 1214, riguardante la seconda cerchia delle mura, è intitolato "Instumentum franchezze".
Il titolo è una trasparente definizione delle mura stesse, strumento di sicurezza e liberà. Abbiamo visto che i due nuclei originari di San Gimignano furono Monte della Torre e Montestaffoli. Certamente questi due abitati non mancavano le mura di protezione, ma il primo giro che unifica il castello è quello che va 1) dalla porta dei Becci e dei Cugnanesi, 2) dall'arco di Cancelleria, 3) dalla Porta di San Stefano in Canova (presso il Penitenziario), 4) dalla postierla (oggi distrutta) di Montestaffoli. Lo storico di San Gimignano, Luigi Pecori, già Proposto della Chiesa nel secolo scorso, nota che queste porte non recano segni di infissi e di chiusure caditoie e, commenta con enfasi tutta risorgimentale: "Abbastanza valida difesa erano allora i liberi petti dei cittadini".
Il perimetro di questa prima cinta è di metri 1.108. La seconda cerchia, quella che attualmente abbraccia tutta la città, dove essere portata a termine tra la fine del 1100 e l'inizio del 1200, se l'instrumentum franchezze è del 1214. A quella data, appunto, la cerchia era in piedi, se si può guarire di sicurezza a chi fosse venuto a costruire e ad abitare nel nuovo castello. Nei tumulti del 1252, quest seconda cerchia fu gravemente danneggiata, specie nei pressi delle due porte principali di San Matteo e di San Giovanni. 10 anni dopo, mura e porte erano già state ripristinate. Le altre porte minori che si aprono su queste mura sono: Quercecchio, San Jacopo al Tempio, Bagnaia, Docciola o Mucchiese, Pisana e Corbisso. Nei primi del 1500, dalla parte di ponente furono aggiunti i 5 torrioni cilindrici, il cui diametro è di m. 13 circa. La seconda cerchia misura metri 2176 m.
Vari accorgimenti tecnici rendevano praticabile il giro ai soldati e alle guardie.